Partenza dall’Italia con la compagnia aerea scelta. Pernottamento in volo.
Giorno 2 Sabato 02 agosto: Delhi – Srinagar
Arrivo di primo mattino a Delhi. Disbrigo pratiche per il visto, ritiro dei bagagli e coincidenza con il volo per Srinagar. All’arrivo si viene ricevuti dalla guida e trasferiti in hotel. Dopo un po’ di relax nel pomeriggio cominceremo la visita della città partendo dai giardini di Shalimar Bagh e di Nishat Bagh; si visita quindi la moschea Jama Masjid e concluderemo la giornata ammirando il tramonto sulle rivo del lago Dal. Sistemazione e pernottamento a City Hill Resort.
Giorno 3 Domenica 03 agosto: Srinagar
Dopo colazione la giornata prosegue con la visita della città e si potrà effettuare un giro con la barca del lago Dal e dei canali di Srinagar, utilizzando le ‘shikara’, le tipiche barche a remi dotate di comodissimi cuscini. Pernottamento in hotel.
Giorno 4 Lunedì 04 agosto: Srinagar - Kargil
Dopo colazione partiamo per Kargil. Lasciata la valle di Srinagar si giunge a Sonamarg e si comincia a salire tra boschi di conifere fino al passo dello Zojila da dove inizia un ambiente completamente diverso, arido e desertico. Si attraversa la valle di Dras, famosa per le sue temperature estremamente rigide durante il periodo invernale, vengono raggiunti i -50°c e si scende fino a Kargil dopo circa 6 ore di viaggio. Sistemazione e pernottamento al Highland Mountain Resort.
Giorno 5 Martedì 05 agosto: Kargil - Rangdum – Sani - Padum
Dopo colazione si parte per Padum attraverso le gole del Nun, dove i ghiacci lambiscono le acque potenti del fiume Suru, e si imbocca la strada che porta verso lo Zanskar. La zona è a maggioranza mussulmana e ogni villaggio ha una piccola moschea con il minareto. Il Nun e il Kun, le più alte vette di quest’area himalayana, dominano un’ampia ansa del Suru dove il ghiaccio lambisce il fiume. Usciti dalle gole, superata la “porta dello Zanskar” entriamo in una splendida valle dove, tra le pasture degli yak ricche di stelle alpine, regna solitario il monastero di Rangdum.
Valicato il Pensi La (4400 mt), che offre visuali spettacolari sui ghiacciai, si entra nella valle dello Zanskar; si segue il fiume Doda raggiungendo la vasta piana formata dalla confluenza con lo Tsarap, il cuore dello Zanskar, dove si trovano i principali villaggi e monasteri. Passeremo per Sani dove, protetto da un muro di cinta c’è il Gompa dove si svolgerà il festival di Naro Nasial al quale assisteremo durante le rappresentazioni. Questo antico monastero custodisce la statua di Naropa, lo stupa con i resti di Kanishka, un maestro che visse intorno all’anno mille, e affreschi attribuiti a Zadpa Dorje. Giunti alla vicina Padum, la nuova “capitale” dello Zanskar, si alloggia presso la Heaven Hills Guest House.
Giorno 6 Mercoledì 06 agosto: Padum, ecursioni a Bardan, Mune e Purne
Dopo colazione si parte per Purne imboccando la strada che risale la stretta valle del vorticoso fiume Tsarap: le mete sono Bardan e Mune. Si raggiunge prima Bardan, un monastero di circa 400 anni costruito su una rupe a picco sul fiume, e quindi ci si inerpica fino all’oasi e al monastero di Mune, dove il villaggio sopravvive in un ambiente decisamente molto selvaggio. Proseguiamo per una ripida strada lungo una stretta valle dove sono arroccati piccoli villaggi caratteristici fino alla confluenza tra i fiumi Tarap e Kurgiak giungendo al villaggio di Purne. Rientro a Padum per il pernottamento nella stessa guest house.
Giorno 7 Giovedì 07 agosto: Padum, escursione a Phuktal
Dopo colazione si percorre la stessa strada fino a Purne e poi si sale per un breve tratto fino al punto d’inizio del sentiero che porta al monastero di Phuktal, costruito all’interno di una colossale grotta naturale: è uno dei luoghi più belli e preziosi di tutto l’Himalaya, il cuore nascosto dello Zanskar. È un luogo decisamente magico, un remoto luogo di ritiro mistico. La distanza a piedi è di circa 5 km, solitamente in meno di due ore si arriva. I colori della ripide pareti rocciose che sovrastano la vallata sono spettacolari; superato un piccolo affluente, oltre uno spuntone di roccia, Phuktal si rivela all’improvviso in tutta la sua maestosa bellezza. Il sito ha alcune parti molto antiche, ed è piacevolissimo esplorare anche le strette e ripide viuzze che collegano le casette dei monaci. Si ripercorre il sentiero fino ai veicoli per il rientro a Padum. Pernottamento nella stessa guest house.
Giorno 8 Venerdì 08 agosto: Sani, Naro Nasial – Escursione all’eremo di Dzongkul
Dopo colazione si raggiunge il monastero di Sani dove oggi inizia il festival di Naro Nasial. E’ interessante assistere al continuo accedere degli abitanti che giungono da tutte le parti dello Zanskar nei loro vestiti tradizionali e si preparano per i due giorni di cerimonie allestendo bancarelle per mercatini improvvisati.
Nel pomeriggio ripercorriamo un tratto di strada verso Rangdume al ponte di Ating imbocchiamo una mulattiera che porta nella valle dell’Umasi La, dove sospeso a una rupe si trova l’eremo di Dzongkul, che fu il principale luogo di ritiro del grande maestro Naropa, autore del testo sui sei yoga, tutt’ora una delle guide esoteriche principali utilizzate dagli yogi tibetani. Dopo la visita si ritorna a Padum per la sistemazione nella stessa guest house.
Giorno 9 Sabato 09 agosto: Sani, Naro Nasial
Dopo colazione ritorniamo a Sani dove oggi si svolgono le rappresentazioni più importanti del festival, con danze che interessano diversi temi eseguite da monaci agghindati con sgargianti costumi tradizionali e maschere che raffigurano divinità, animali e piccoli demoni. Le danze sono precedute da una lunga preparazione di pratiche meditative, consacrazioni di oggetti e cerimonie impreziosite da salmodie recitate con tonalità profonde accompagnate dal suono di cimbali, tamburi e corni. Punto saliente di questa giornata è l’esposizione nel corso della mattina della veneratissima statua di Naropa, uno dei maestri principali della tradizione Kagyupa a cui appartiene Sani, motivo principe del festival. Nel corso della giornata chi lo desidera avrà la possibilità di visitare i dintorni del villaggio e recarsi sulle sponde del lago o visitare il convento femminile con una passeggiata tra i campi dell’oasi. Rientro a Padum con sosta al villaggio di Pipiting, dove si trovano un grande stupa e un monastero. Pernottamento in guest house.
Giorno 10 Domenica 10 agosto: Padum – Karcha - Thongde - Zangla
Dopo colazione si prende la strada che segue il fiume Zanskar; lo si attraversa arrivando al bel villaggio di Karcha, dominato dal grande monastero di scuola Gelupa costruito sulle rupi rocciose, il principale dello Zanskar. La visita rivela diverse sale e alcuni affreschi dell’XI secolo; sul monte antistante è situato l’antico convento femminile, ricco di sorprendenti reperti artistici. Si prosegue scendendo fino al fiume lo si attraversa e si segue il versante orientale arrivando a Thonde, un interessante monastero posto su di una rupe da cui si gode un’indimenticabile visuale. Si prosegue per Zangla, la vecchia capitale, dove se sono presenti si potranno incontrare la regina dello Zanskar e la sua famiglia e visitare la loro attuale residenza, che noi considereremmo umile visto il loro stato nobiliare, ma che in questa regione è una vera reggia. Si visitano l’antico castello di Zangla, sede storica del Gyalpo, posto in una bellissima posizione che domina la valle dove si trovano anche molti chorten, di cui il più recente è quello di Bakula Rinpoche, ex Abate del Ladakh; nell’oasi è situato anche un interessante convento femminile. Pernottamento in una semplice guest house.
Giorno 11 Lunedì 11 agosto: Zangla – Gole dello Zanskar – Lingshed
Dopo colazione si prosegue lungo la valle verso nord, i versanti diventano sempre più ripidi e stretti, ci si immerge nelle gole del precipitoso fiume Zanskar, le cui acque d’inverno congelano, consentendo per un breve periodo di percorrerle camminando sulle lastre gelate: la traversata del Chadar. Arrivati ai piedi di Nerak si lascia il fiume risalendo una ripida strada che si arrampica fino al colle del Chochori, uno splendido spuntone panoramico che si apre verso la piccola oasi di Yulchung, letteralmente incastona tra monti inaccessibili. Si continua la salita, che porta fino al passo di Singe, per poi procedere verso ovest, per la remota oasi di Lingshed. I panorami sono di inimmaginabile bellezza, montagne che hanno una bellezza quasi aliena, impressionante; si superano due altissimi costoni con spettacolari saliscendi e, oltre il colle di Murgum, si giunge all’oasi. Ci si reca a visitare il Gompa di scuola Gelupa, fondato nel XV secolo da un discepolo di Lama Tsongkhapa. Pernottamento in una semplice guest house.
Giorno 12 Martedì 12 agosto: Lingshed – Sengi La – Photoksar – Sirsir La – Hanupatta – Lamayuru
Dopo colazione si ripercorre la strada fino al bivio per il Sengi La, e da qui si sale fino al passo; a sud lo sguardo spazia su infinite catene di monti acuminati, a nord il grande bacino della valle di Photoksar è contornato da monti dall’aspetto dolomitico, fino al Sirsir La. Oltre il valico, in fondo all’ampia valle, si trova il villaggio di Photoksar dove sostiamo per una breve visita. La strada sale al passo di Sirsir, che offre un’altra indimenticabile visione di questi spazi infiniti. Si scende fino al villaggio di Hanupatta, meravigliati dalle cromie delle ripidissime rocce che ci contornano stagliandosi altissime nel cielo, entrando quindi nello strettissimo canyon, forse ancora più impressionante delle gole dello Zanskar, inerpicandoci quindi tra le incredibili erosioni terrose della “valle della luna”; secondo la tradizione queste peculiari forme indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione: ragion per cui questa zona è considerata dai ladakhi una ‘terra pura’. Qui si trova Lamayuru, uno dei monasteri più pittoreschi dell’Himalaya, posto tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano un villaggio circondato da policrome montagne desertiche. Si alloggia presso l’hotel The Grand Moonland.
Giorno 13 Mercoledì 13 agosto: Lamayuru – Atitse – Grotte di Saspol - Leh
Dopo colazione si percorre la strada che serpeggia verso ovest; prima del Fatu La si imbocca una stradina che porta all’eremo di Atitse, un luogo di ritiro del monastero di Lamayuru. Il Monastero di Atitse è considerato particolarmente sacro perché racchiude una grotta dove ha meditato il grande maestro indiano Naropa, diffusore in Tibet delle supreme dottrine del ‘Grande Sigillo’ o Mahamudra. Arroccato a mezza costa d’una montagna, a sette chilometri dal Monastero di Lamayuru, era già noto nell’anno 1000 come centro di meditazione, e tale è rimasto nei secoli, divenendo meta di pellegrinaggi e lunghi soggiorni da parte d’importanti Maestri buddhisti. L’attuale costruzione fu eretta verso il 1400, intorno alla grotta, e conserva tutte le caratteristiche originarie. Terminata la visita di Atitse si ritorna a Lamayuru e si prosegue ripercorrendo la strada che scende tra le spettacolari erosioni terrose della “valle della luna”fino a imboccare la strada che si infila in una spettacolare gola e raggiungere la valle dell’Indo. Seguendo il percorso del fiume si sosta lungo la strada e ci si reca alle grotte di Saspol, che si raggiungono con una bella passeggiata tra gli alberi di albicocco e rivelano affreschi stupendi, in un luogo che fu casa dei santi eremiti. Proseguiamo quindi per Leh dove giungiamo nel pomeriggio. Sistemazione e pernottamento nella Yangdol Guest House.
Giorno 14 Giovedì 14 agosto: Leh, escursione a Shey, Tikse e Hemis
Escursione ai monasteri della valle. Si lascia Leh verso est transitando da Shey, che fu anche la sede del palazzo reale. Poco oltre ci si ferma al monastero Gelupa di Tikse, tra i più celebri e attivi, una delle perle del Ladakh: ricco di templi, contiene molte importanti opere d’arte e un’impressionante statua di Yamantaka che regna nel Gonkhang. La grande statua di Maitreya posizionata nel tempio a destra dell’ingresso, se pur di recente fattura, è ora diventata uno degli oggetti simbolo più famosi del Ladakh. Si prosegue per Hemis, il monastero più grande del Ladakh, di scuola Drukpakagyu; questo sito è un’importante meta di pellegrinaggi con molte sale affrescate che ospitano una ricca collezione di tanka, statue d’oro e stupa (reliquiari) incastonati con pietre preziose. Rientrando a Leh, se abbiamo tempo si può visitare Matho, l’esoterico monastero di scuola Sakya reso celebre dal peculiare festival invernale; in effetti è un luogo che dà a molti la sensazione di essere intriso di forze magiche, in special modo nello scuro Gonkhang degli oracoli, col pavimento coperto di tsampa e pervaso dall’odore di chang. Pernottamento nella Yangdol Guest House.
Giorno 15 Venerdì 15 agosto: Leh – Tak Tok – Pangong Lake
Si risale per un tratto la valle dell’Indo e superato Tikse si imbocca la strada che porta a nord del fiume verso le oasi di Chemrey, Taktok e il passo del Chang La. Oltrepassato il pittoresco monastero di Chemrey (che visiteremo al ritorno) si arriva al piccolo villaggio dove si trova l’antico monastero di Taktok, l’unico di tradizione Nyingma del Ladakh: è molto interessante, vi sono due sale con affreschi finemente realizzati, ma la sacralità speciale del luogo è data dalla grotta di meditazione dove secondo la tradizione meditò Guru Padmasambhava. Si lascia l’oasi di Taktok salendo verso nord al passo di Chang (5360 mt), con grandiosi panorami che spaziano sulle catene di monti che si affacciano sulla valle dell’Indo e oltre, fino al Kang Yaze (6400 mt), la più alta vetta della regione. La discesa attraversa alcune pasture e si immerge tra monti policromi fino a giungere al fiume Shyok, che da qui scorre verso Nubra; lo si risale per un breve tratto fino al villaggio di Tangtse, il principale della regione con le rovine di un vecchio castello e un tempio recentemente ricostruito. Si prosegue per il lago di Pangong (4240 mt) risalendo un piccolo affluente dello Shyok verso est, attraverso un ambiente con forti colorazioni dove deserto e pasture si intersecano tra monti sulle cui cime si vedono alcuni ghiacciai; si arriva presto in vista delle acque incredibilmente turchesi del mitico lago. Una vastità azzurra, l’aria incredibilmente pura, tra monti altissimi, oltre ogni nostra capacità descrittiva, che ispirò alcuni passaggi stupendi dell’interessante libro “La via delle nuvole bianche” di A. Govinda. Le sue acque nella parte orientale arrivano nel Tibet a dominio cinese nei pressi della terza capitale dell’antico regno di Gughe, Rutok. Si alloggia preso l’Alpine Cottage o similare.
Giorno 16 Sabato 16 agosto: Pangong Lake
Risvegliarsi con la sinfonia dalle prime luci dell’alba che ballano sulle acque. Pangong Tso è noto per le sue tonalità cangianti di blu e verde, che creano uno spettacolo visivo straordinario. Trascorrere il tempo in riva al lago, esplorando le rive immergendoci nell'atmosfera serena del luogo, assaporando le vedute mozzafiato del paesaggio circostante. Interagire con gli abitanti dei villaggi locali, osservando il loro stile di vita himalayano e condividendo la loro calda ospitalità.
Si torna al villaggio di Tangtse da dove si risale per un tratto il fiume Shyok e quindi si imbocca una valle a sud (circa 10 km) arrivando al villaggio e al monastero di Shachukul, di scuola Drigung Kagyu. Nel vecchio Gompa si ammirano alcune interessanti statue, e, nel Lhakhang, affreschi nuovi ma di ottima fattura che ritraggono, tra i vari soggetti, il lignaggio da cui origina la scuola. Si rientra per trascorrere la serata immergendosi nel tranquillo ambiente del lago ammirando il meraviglioso tramonto sull'acqua. Pernottamento nel Cottage.
Giorno 17 Domenica 17 agosto: Pangong Lake – Chemrey - Leh
Dopo colazione si riprende la strada attraverso l’altissimo passo del Chang La; prima di giungere all’Indo si sosta Chemrey, un Gompa dalla struttura vicina all’archetipo di quello che ci si può immaginare come un luogo di ritiro himalayano, con le casette dei monaci incastonate nei versanti di un ripido colle sulla cui cima sorgono i templi, tanto che fu scelto per girarvi il film ‘Samsara’. Completata la visita si prosegue per Leh, dove si alloggia nel medesimo hotel. Il resto della giornata è libero.
Giorno 18 Lunedì 18 agosto: Leh – Delhi e volo di rientro
Dopo colazione trasferimento in aeroporto in coincidenza con il volo per Delhi. La gran parte dei voli di rientro per l’Italia parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino.
Giorno 19 Martedì 19 agosto: arrivo a destinazione