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	<title>TravelSoul.net - Libri</title>
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	<description>Feed Rss Travelsoul.net - Libri</description>
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		<item>
			<title>Libro: LIBRO FOTOGRAFICO "TULKU - LE INCARNAZIONI MISTICHE DEL TIBET" NUOVA EDIZIONE AMPLIATA - Euro 30</title>
			<link>https://www.travelsoul.net/libri/tulku-2.asp</link>
			<dc:creator>travelsoul.net</dc:creator>
			<description><![CDATA[I tulku sono quei maestri spirituali che scelgono di ritornare nel mondo, esistenza dopo esistenza, per essere di aiuto agli esseri viventi. La tradizione di queste reincarnazioni mistiche è una caratteristica peculiare del Buddhismo vajrayana, la forma dell’insegnamento del Buddha diffusa in Tibet, regione himalayana e Mongolia. <br />Profondamente radicata nelle culture di questi Paesi, fuori però dall’universo tibetano questa usanza è stata spesso fraintesa. Scopo di “Tulku, le incarnazioni mistiche del Tibet” è quello di fornire al lettore, attraverso un linguaggio semplice e chiaro, un quadro esauriente di cosa effettivamente sia la tradizione dei tulku e di come interagisca con le società nelle quali è presente. <br />Grazie anche alle numerose interviste concesse agli autori dal Dalai Lama e da altri importanti lama buddhisti, questo libro ricostruisce la storia, l’orizzonte religioso ed etnico, l’attuale condizione e il futuro di questa fondamentale componente della civiltà tibetana. Di particolare interesse inoltre, i capitoli dedicati alla vita del VI Dalai Lama (il più eterodosso di tutto il lignaggio) e all’infanzia dell’attuale quattordicesima reincarnazione, prima che venisse riconosciuta e insediata a Lhasa in qualità di massima autorità del Tibet. <br />Da segnalare infine come dalle pagine di questo volume (sia grazie al testo sia all’imponente apparato fotografico di cui si avvale) emerga anche una nitida immagine del Tibet e dei luoghi in cui i tulku esercitano la loro funzione spirituale. <br />Inoltre, in questa seconda edizione, è stato aggiunto un capitolo che affronta le tematiche relative al riconoscimento di alcuni tulku occidentali e quindi alla presenza di questo peculiare aspetto della civiltà tibeto-himalayana anche fuori dalle regioni centro-asiatiche e dai contesti tradizionali in cui è nata e si è sviluppata nel corso dei secoli. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> ...</p>]]></content:encoded>
		</item>		

							
		
									
		<item>
			<title>Libro: LIBRO FOTOGRAFICO "TULKU - LE INCARNAZIONI MISTICHE DEL TIBET" - Euro 30</title>
			<link>https://www.travelsoul.net/libri/tulku.asp</link>
			<dc:creator>travelsoul.net</dc:creator>
			<description><![CDATA[<p>
I tulku sono quei maestri spirituali che scelgono di ritornare nel mondo, esistenza dopo esistenza, per essere di aiuto agli esseri viventi. La tradizione di queste reincarnazioni mistiche è una caratteristica peculiare del Buddhismo vajrayana, la forma dell’insegnamento del Buddha diffusa in Tibet, regione himalayana e Mongolia. <br />Profondamente radicata nelle culture di questi Paesi, fuori però dall’universo tibetano questa usanza è stata spesso fraintesa. Scopo di “Tulku, le incarnazioni mistiche del Tibet” è quello di fornire al lettore, attraverso un linguaggio semplice e chiaro, un quadro esauriente di cosa effettivamente sia la tradizione dei tulku e di come interagisca con le società nelle quali è presente. <br />Grazie anche alle numerose interviste concesse agli autori dal Dalai Lama e da altri importanti lama buddhisti, questo libro ricostruisce la storia, l’orizzonte religioso ed etnico, l’attuale condizione e il futuro di questa fondamentale componente della civiltà tibetana. Di particolare interesse inoltre, i capitoli dedicati alla vita del VI Dalai Lama (il più eterodosso di tutto il lignaggio) e all’infanzia dell’attuale quattordicesima reincarnazione, prima che venisse riconosciuta e insediata a Lhasa in qualità di massima autorità del Tibet.<br /> Da segnalare infine come dalle pagine di questo volume (sia grazie al testo sia all’imponente apparato fotografico di cui si avvale) emerga anche una nitida immagine del Tibet e dei luoghi in cui i tulku esercitano la loro funzione spirituale.  
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		<item>
			<title>Libro: LUNG TA - Universi tibetani - Euro 30</title>
			<link>https://www.travelsoul.net/libri/lung-ta-universi-tibetani.asp</link>
			<dc:creator>travelsoul.net</dc:creator>
			<description><![CDATA[<p>
Il Tibet, questo sterminato altopiano grande quasi quanto l'Europa che separa e nel medesimo tempo collega le steppe mongole alle pianure indiane è, e soprattutto è stato, un immenso crocevia di razze, culture, religioni, etnie e civiltà. Forse nessun altro luogo dell'Asia ha tanto colpito la fantasia e l'inconscio del mondo occidentale, che ha voluto vedere nel Tibet il contenitore mistico di tutte le speranze, le fantasie, i sogni e i desideri che non riusciva (o non riusciva più) ad appagare. Il Tibet come Shangri-là dello spirito, luogo mitico dove i saggi potevano volare, la gente era felice e alcuni iniziati avevano forse scoperto il segreto dell'immortalità. Così veniva descritto il Tibet in alcuni popolari resoconti di viaggio dell'Ottocento e dei primi decenni del Novecento. <br />
 Ovviamente le cose stavano diversamente. Il Tibet, come del resto le altre nazioni del nostro pianeta, non era un mitico paradiso terrestre, la gente non era tutta e sempre felice e nessuno aveva scoperto il segreto dell'elisir di lunga vita. Quella tibetana era però una civiltà di grande valore. Poco sviluppata dal punto di vista del progresso materiale era invece incredibilmente progredita sotto il profilo della ricerca filosofica e interiore. La gente, a qualsiasi gruppo sociale appartenesse, mostrava una coesione culturale e una adesione nei confronti del proprio stile di vita che non aveva paragoni nelle limitrofe nazioni asiatiche.<br />
L’invasione cinese degli anni ’50, soprattutto nel decennio allucinato ed iconoclasta della “Rivoluzione Culturale” ha cercato di annientare quel mondo portandolo sino alla soglia dell’estinzione totale. Con i cambiamenti politici avvenuti in Cina nell’ultimo trentennio le cose sono leggermente mutate e i tibetani, sia pure in mezzo a difficoltà di ogni genere, stanno tentando di mantenere in vita almeno l’essenziale della loro civiltà.
Ma l’universo tibetano, così duramente colpito sul Tetto del Mondo, continua a vivere anche nel vasto spazio di quello che generalmente viene definito “Tibet etnico” (Ladakh, Sikkim, Mustang, Dolpo, Bhutan etc.). Vale a dire quell’universo himalayano abitato da popolazioni di origine tibetana che, pur non essendo mai stato governato direttamente da Lhasa, ha sempre espresso e continua ancora oggi ad esprimere una civiltà assolutamente consonante con quella tibetana per quanto riguarda cultura, tradizioni, composizione sociale e religione. E’ palese l’odierna importanza del “Tibet etnico” poiché consente di incontrare quella koiné culturale e religiosa che nel Paese delle Nevi non può più esprimersi come vorrebbe. <br />
Infine vi è il Tibet dell’esilio, quella microsocietà ricostruita dagli oltre centomila profughi tibetani che si sono insediati in India, Nepal, Bhutan e che cercano  in ogni modo possibile di preservare il cuore della propria cultura. Un Tibet dell’esilio che nonostante mille problemi e mille difficoltà sembra in grado di vincere la sua incredibile scommessa con la storia. 
In questo testo, che conclude una trilogia iniziata con i libri “Himalaya” e “Mustang”, abbiamo voluto raccontare tutti e tre questi “Universi tibetani” sperando così di aver fornito al lettore qualche modesta indicazione per conoscerli e per amarli.
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Giampietro Mattolin<br />
Piero Verni


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<strong>LUNG TA - Universi tibetani </strong><br />


1)  Introduzione: la Civiltà del Tibet  <br />

2)  Arunachal Pradesh, il Paese del VI Dalai Lama <br />

3)  Sikkim, la Valle del Riso <br />

4)  Bhutan, il Paese del Drago   <br />

5)  Kailash, il gioiello delle nevi <br />

6)  Cham, le danze rituali del Tibet <br />

7)  Appendice: Il Tibet in esilio <br />
</p> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> ...</p>]]></content:encoded>
		</item>		

							
		
									
		<item>
			<title>Libro: Himalaya - luoghi cultura spiritalita  - Euro 20</title>
			<link>https://www.travelsoul.net/libri/libro-himalaya.asp</link>
			<dc:creator>travelsoul.net</dc:creator>
			<description><![CDATA[<p>LIBRO FOTOGRAFICO: HIMALAYA, LUOGHI CULTURA SPIRITUALIT&Agrave; Volti, paesaggi, cultura e spiritualit&agrave; in oltre 180 fotografie inedite &ldquo;Il mondo himalayano. Uno sterminato universo che si estende lungo migliaia di chilometri, che ospita le pi&ugrave; alte montagne del mondo ed &egrave; abitato da decine e decine di etnie differenti. Pi&ugrave; che un mondo, un universo che regala all&rsquo;essere umano emozioni estetiche di eccezionale intensit&agrave;, con i suoi spazi immensi, i suoi tagli di luce cristallina, i suoi silenzi metafisici.&rdquo; P. Verni Un tuffo nell&rsquo;atmosfera nitida dei cieli limpidi d&rsquo;alta quota, una corsa per le dune sinuose delle valli, lo sguardo rapito dalla profondit&agrave; dei volti, i colori danzanti dei rituali sacri: questo &egrave; il segreto della magia del libro di Giampietro Mattolin. Un percorso fotografico, raccontato in sottofondo dalla voce narrante di Piero Verni: un omaggio a una cultura unica, ancora da scoprire. <br />
<br />
Un fotografo e uno scrittore hanno raccolto in sinergia l'amore per l&rsquo;Himalaya e per la dimensione del viaggio in cui l&rsquo;obbiettivo fotografico e la penna creano un reportage pieno di sentimento. <br />
Questo libro &egrave; una sguardo fuggente e curioso attraverso la serratura della porta su un mondo ignoto: gli occhi dei piccoli monaci, i colori delle stoffe, gli abbinamenti cromatici di un paesaggio sospeso tra sogno e realt&agrave;: sogno del viaggio e realt&agrave; della gente. Un libro ben costruito, pieno di particolari narrativi suggestivi, prezioso nella rilegatura e nella qualit&agrave; fotografica. Per gli appassionati di fotografia, per chi ama la natura, per chi &egrave; semplicemente curioso di scrutare una cultura millenaria.<br />
<br />
<strong>Il libro &egrave; disponibile al prezzo di Euro 20</strong> (giampietro.mattolin@alice.it; info@travelsoul.net; info@fotomattolin.it) Ci sono molti modi per viaggiare e andare in montagna: si pu&ograve; andare di corsa e cercare i record di velocit&agrave;, si pu&ograve; inanellare salite su salite, tessendo serti gloriosi di cifre, si pu&ograve; desiderare di visitare posti anche scomodi, ma molto alla moda, oppure si pu&ograve; camminare con passo leggero, quasi impercettibile e cercare di vedere, di conoscere, di entrare in sintonia con i posti visitati e con le culture con le quali si viene coinvolti.<br />
<br />
Giampietro Mattolin (www.fotomattolin.it) &egrave; un fotografo che vive (quando c'&egrave; visti i servizi fotografici che fa...) a Caldogno in provincia di Vicenza; ha fondato l'Associazione Heritage-oltre i confini, allo scopo di sensibilizzare e promuovere, con eventi culturali, l'interesse verso quelle minoranze etniche il cui patrimonio culturale rischia di scomparire e questo libro Himalaya ne &egrave; un bellissimo strumento. <br />
L'obbiettivo di Mattolin e gli scritti di Verni descrivono e dipingono una regione stupenda, che meraviglia noi occidentali, dove il buddhismo tantrico si mescola con l'antica magia nella meraviglia del Mustang, o nelle sabbie colorate del Bhutan, nella fantasmagorica festa del Dosmoche in Ladakh o ancora nei chorten del Sikkim.L'album fotografico si articola in tre sezioni: luoghi, con le foto dei grandiosi panorami delle valle come lo Spiti, lo Zanskar, il Rupshu, il Mustang, il Ladakh; i ritratti dedicati alla gente che popola queste regioni: le donne nella loro timida belezza, gli uomini dai volti solcati dal vento e dal sole, ma soprattutto i bambini, con i loro sorrisi radiosi; infine la spiritualit&agrave; che pervade e riveste ogni gesto quotidiano, compreso quelli pi&ugrave; semplici.Questo pensiamo sia un ottimo libro del cuore, perch&egrave; proprio al cuore si rivolge, facendoci conoscere una realt&agrave; che le spedizioni commerciali himalayane hanno troppo spesso ignorato o addirittura calpestato e che autori come Mattolin ci aiutano a scoprire e fare nostre. &copy; Filippo Zolezzi</p> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> ...</p>]]></content:encoded>
		</item>		

							
		
									
		<item>
			<title>Libro: Mustang - a un passo dal cielo - Euro 25</title>
			<link>https://www.travelsoul.net/libri/libro-mustang.asp</link>
			<dc:creator>travelsoul.net</dc:creator>
			<description><![CDATA[<p>Il regno di Lo, ovvero il Mustang, &egrave; una piccola enclave himalayana che sulla cartina appare come un dito puntato dal Nepal verso il Tibet. E' un territorio protetto, molto antico e straordinario per la sua gente, la cultura, i panorami, la posizione geografica, il clima, la religione. Isolato per natura e storia dal resto del mondo, questo luogo primitivo e complesso&nbsp;&egrave; tuttora preservato dall'assalto del turismo di massa da un limite al numero annuale degli accessi e da una tassa elevata che ogni visitatore deve pagare per entrare. Il libro &egrave; disponibile al prezzo di Euro 25 (giampietro.mattolin@alice.it; info@travelsoul.net; info@fotomattolin.it) <br />
<br />
E soprattutto dal fatto che per attraversarlo non esistono strade, e quindi n&egrave; macchine o altri mezzi meccanici, ma solo sentieri percorribili a piedi o a cavallo e che si snodano tra i 3000 e i 4000 metri di altezza. Seguendo una lunga mulattiera si passa in mezzo a piccoli villaggi, campi coltivati, vallate, canyon e pianori, fiumi gonfi di acqua, microscopici monasteri buddisti celati nelle rocce. Come fosse la spina dorsale di un animale preistorico questa sinuosa via porta fino alla punta estrema del regno e alla sua capitale, Lo Manthang, cittadina tanto umile quanto stupefacente e arcaica dove vivono ancora il re e la regina, nonch&egrave; punto di arrivo oltre il quale nessun turista si pu&ograve; spingere. <br />
<br />
Mustang, o terra di Lo (il meridione), un nome quasi magico, una terra che immediatamente evoca paesaggi capaci di stimolare la fantasia, un qualcosa di fiabesco, una terra dei sogni realizzati, un mondo immaginato ma mai trovato. Il&nbsp;Mustang, una delle poche regioni rimaste ancora abbastanza scevra dalle tentazioni del benessere e della globalizzazione, un luogo dove cercare quella serenit&agrave;&nbsp; e pace che qui&nbsp;&egrave; stata bruciata in fretta nel dopoguerra. <br />
<br />
L'autore riesce, attraverso il suo obbiettivo, a trasmettere la meraviglia e lo stupore che si pu&ograve; ricevere da queste terre e dai suoi abitanti: ai margini delle montagne himalayane, che a tratti fanno capolino, con il tipico scenario di queste immense valli, dove i paesini coltivati hanno veramente l'aspetto dell'eroe che lotta con il drago per la sua sopravvivenza, con la popolazione povera di monete, ma assai ricca di valori e di dignit&agrave;, come si pu&ograve; ben vedere dalle sue foto. <br />
<br />
I paesaggi sono molto belli, ma ad affascinarci sono soprattutto le persone: le donne nei loro vestiti multicolori, i vecchi dall'aspetto di saggio del villaggio e non di rimbambiti come oramai considerati dalle nostre parti, ma soprattutto i bambini, con la loro aria stupita e di innocenza. Andare a fare un trekking nella terra del Lo&nbsp;&egrave; un desiderio di molti appassionati di montagna, la cui realizzazione resta una mera utopia, per&ograve; con libri come questo non&nbsp;&egrave; difficile potersi immergere nell'atmosfera di misticismo e meraviglia che la circonda. Un bravo va a Mattolin e a Fiorenza Auriemma che ne ha curato i testi, in edizione biligue italiano e inglese. <br />
<strong>&copy; FILIPPO ZOLEZZI&nbsp;&nbsp;</strong></p> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> ...</p>]]></content:encoded>
		</item>		

							
		
	
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